yendo hacia Thikriwala

SIRIA. Vicario di Aleppo: Troppa violenza, sospendiamo le attività. Ma la chiesa resta aperta
Per tutta la giornata di ieri si sono susseguiti pesanti bombardamenti. Diverse vittime fra la popolazione civile. Mons. Abou Khazen: il fronte è altrove, si tratta di attacchi sferrati dai ribelli verso i quartieri governativi “per spirito di vendetta”. Il vicariato ferma le attività e i campi estivi per i ragazzi; resta aperta solo la chiesa per la preghiera e le funzioni. Aleppo (AsiaNews) - Ormai non si tratta più di una guerra, ma di un terribile “spargimento di sangue” nel contesto di una escalation di violenze “che fa davvero paura”; in città non vi è uno scontro fra due fazioni in lotta, fra due eserciti ma “si assiste solo al bombardamento di civili inermi”. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo dei Latini, una realtà segnata da anni di guerre e violenze e da qualche tempo diventata l’epicentro del conflitto siriano. Per tutta la giornata di ieri dal quartiere est in mano ai ribelli sono partiti missili e razzi che hanno colpito in vari punti la zona occidentale, controllata dall’esercito governativo. “Oggi è un po’ più tranquillo - aggiunge il prelato - ma è una situazione di calma apparente. Non vi sono accordi, non vi sono trattative fra le parti e vi saranno presto nuovi bombardamenti”. Nei giorni scorsi l’esercito governativo aveva tagliato l’unica via (la Castello Road) di accesso alla zona est di Aleppo, sotto il controllo dei ribelli, in cui vivono circa 300mila persone; in risposta, ieri i miliziani hanno lanciato una controffensiva per cercare di riaprire il varco. Tuttavia, l’azione è stata sventata dai soldati fedeli al presidente siriano Bashar al-Assad. Da qui la decisione dei ribelli di attaccare, con una pioggia di missili e razzi, la zona occidentale della città nelle mani dei governativi. L’operazione dei ribelli è iniziata all’alba di ieri ha interessato diversi fronti; in poche ore sono stati lanciati centinaia di missili e razzi. Secondo i media di Stato finora si sono registrate otto vittime e decine di feriti, ma il bilancio sembra destinato ad aggravarsi col trascorrere delle ore. Gran parte di Aleppo, un tempo centro economico e commerciale della Siria, è teatro da mesi di pesanti combattimenti. Dal 2012 la città è divisa in due settori, governativo e "ribelle". Gli scontri si sono intensificati con il fallimento dei negoziati indiretti di pace sotto l’egida Onu e la mancata applicazione della tregua parziale promossa da Stati Uniti e Russia a inizio anno. Dietro gli attacchi vi sono anche i gruppi ribelli e le fazioni estremiste, fra cui i miliziani di al-Nusra (al Qaeda in Siria); i jihadisti dello Stato islamico si trovano ancora a circa 20km dalla metropoli. Raggiunto da AsiaNews il vicario apostolico di Aleppo parla di “pesanti bombardamenti” che si sono susseguiti “per tutta la giornata di ieri”. I missili “hanno colpito anche il nostro centro pastorale” aggiunge, per fortuna “senza fare vittime, come purtroppo è avvenuto da altre parti”. Per motivi di sicurezza, sottolinea mons. Georges, il vicariato “ha sospeso tutte le attività in programma, a partire dai momenti di gioco e di svago per i ragazze”. Resta aperta, precisa il prelato, “solo la chiesa perché i fedeli possano entrare e pregare o partecipare alle funzioni. Tutto il resto, al momento, è fermo”. “Purtroppo - conclude il vicario di Aleppo - qui non siamo di fronte ad uno scontro fra due eserciti, perché il fronte è da un’altra parte. Qui si tratta di attacchi contro civili inermi per puro spirito di vendetta, con armi sempre più sofisticate”.

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06/07/2016, 08.25 ISLAM. Noi musulmani ipocriti: Daesh ci rappresenta. Kamel Abderrahmani La sharia “inventata” dagli ulema e insegnata nelle scuole coraniche è la stessa che viene praticata dai militanti dello Stato islamico. La “giurisprudenza religiosa, sorta più di 10 secoli fa” ha “incatenato e arrugginito il nostro cervello e quello dei nostri figli”. È urgente svecchiare la religione musulmana dalle ambiguità legate al passato. La coraggiosa denuncia di un giovane studente musulmano algerino. Parigi (AsiaNews) – Dopo ogni strage ad opera di Daesh o di qualche terrorista islamico, si apre sempre il balletto delle responsabilità. Mentre fra gli occidentali si accusa in blocco la religione dei musulmani, nel mondo islamico si cerca di allontanare ogni legame fra la violenza e la religione musulmana dicendo subito: “Questo non è l’islam”. È avvenuto lo stesso in questi giorni, dopo le stragi di Istanbul, Baghdad e Dhaka, rivendicate in modo più o meno ufficiale dallo Stato islamico. Proprio dopo questi massacri, ci è giunta questa piccola riflessione da parte di un giovane studente algerino (musulmano) di 27 anni, che vive in Francia. Egli accusa di ipocrisia molto mondo islamico che da una parte dice di rifiutare l’operato di Daesh e dall’altra sogna di applicare nel mondo la sharia. Il giovane autore sottolinea soprattutto la necessità per i musulmani di operare una riforma e una modernizzazione della fede, abbandonando quegli elementi legati al passato storico della comunità islamica e (purtroppo) diffusa e “predicata nelle nostre moschee e insegnata nelle nostre scuole”. Daesh, noi e il clero [musulmano]! Oggi ho deciso di prendere posizione per difendere lo Stato islamico davanti a tutti coloro che dicono che esso non rappresenta la sharia. Daesh non è ipocrita. Esso è franco, diretto e vero. Come osiamo dire che Daesh non rappresenta la sharia? Una sharia inventata dai nostri “ulema”, predicata nelle nostre moschee e insegnata nelle nostre scuole? E oggi questa stessa sharia è perfettamente applicata sul terreno proprio dallo Stato islamico. [Essa] è il risultato delle nostre idee e della nostra giurisprudenza religiosa, sorta più di 10 secoli fa. Guardiamo come l’istituzione clericale ha incatenato e arrugginito il nostro cervello e quello dei nostri figli. Guardiamo come essa ha scomunicato luci [intellettuali] quali Averroé, Ibn Sina [Avicenna], Arkoun, … la lista è lunga. Noi vogliamo un califfato simile a quello del profeta come ben lo descrivono i nostri libri e i nostri imam nelle loro prediche. È un’utopia insegnata da secoli! Smettiamola col denunciare questo Stato e smettiamola di offenderlo. Non è facile sbarazzarci di esso perché è il figlio legittimo della nostra giurisprudenza. E infine, se abbiamo davvero questa intenzione, sbarazziamoci della nostra sharia e della nostra giurisprudenza che gli hanno dato vita. Questa sharia non è quella di Dio, ma quella del diavolo. Finiamola col darle un carattere sacro! E soprattutto, non cerchiamo di accusare il Mossad, la Cina, e gli altri “miscredenti”! Dieci secoli fa essi non esistevano. Non è la mano straniera che ha promulgato leggi diaboliche come l’amputazione delle mani per i ladri (v. foto)! Non siamo ingiusti, non è il Mossad che ha fatto passare la lapidazione dell’adultera come una legge divina! Non è la Cia che ha inventato l’esecuzione dell’apostata…. ma sono i nostri “shouyoukhs” [dottori coranici] e la loro giurisprudenza da quattro soldi. Se oggi gli Stati Uniti ci aiutano a realizzare il nostro sogno (lo Stato “diabolico”), per loro interessi, noi dobbiamo ringraziarli perché è un obbiettivo della nostra giurisprudenza. Dobbiamo anche applaudire i coraggiosi membri di Daesh. Essi non sono ipocriti come noi. Essi applicano alla lettera le raccomandazioni dei dottori coranici. La nostra posizione è davvero contraddittoria, confusa, disonesta, ipocrita. Noi condividiamo la stessa sharia con Daesh, ma purtroppo non la assumiamo e continuiamo a dire che Daesh non ci rappresenta! È davvero strano! Non vogliamo l’instaurazione di un califfato? Non vogliamo instaurare la nostra sharia? Se la risposta è “sì”, non abbiamo che due scelte. O noi raggiungiamo e facciamo alleanza con Daesh, e la smettiamo di recitare la commedia, o riformiamo la nostra visione dell’islam e la spolveriamo di tutto il vecchiume, ossia della sharia e della giurisprudenza inventata dagli ulema! Dobbiamo decidere prima che sia troppo tardi.

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Tu sei un dhimmi in Sharia Law ] la ipocrisia e le menzogne degli islamici sono leggendarie! Non smetteranno di tramare i loro GENOCIDI, contro di noi, finché non avranno rinunciato alla sharia! .. per il momento devono pagare per ricostruire la Siria perché loro la hanno demolita! ] [ Turchia, miglioreremo rapporti con vicini, Yildirim, 'dopo Israele e Russia, anche Egitto, Iraq e Siria'
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2016/07/12/turchiamiglioreremo-rapporti-con-vicini_37d6921f-1632-44a2-84d7-20b0f7933cc5.html

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You are dhimmi in sharia law ] [ come sono acque internazionali! ALLORA NIENTE PER NESSUNO! quindi, facciamo una riserva marina: in tutti gli atolli contesi! ] PERCHÉ Anche altri paesi dell'area, tra cui Vietnam, Malaysia, Brunei e Taiwan, ne rivendicavano la proprietà. quindi la CORTE in modo disonesto: prima afferma che sono acque internazionali e poi, Filippine vincono ricorso contro la Cina su atolli contesi? quindi, facciamo una riserva marina: in tutti gli atolli contesi! [ ha deciso che gran parte delle aree rivendicata da Pechino - secondo cui il 90% delle acque del Mare del Sud le appartiene - sono in realtà acque internazionali.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/asia/2016/07/12/filippine-vincono-ricorso-contro-la-cina_7537cdac-0f8f-4404-9441-372ee19ce4a4.html

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You are dhimmi in sharia law ] [ Guido Elia con quale esempio di democrazia, che è presente: nella LEGA ARABA, tu vuoi sostituire ASSAD? lui è il meglio della feccia sharia.. piuttosto, noi diciamo una verità oggettiva, sharia è il nazismo, che, se noi non uccideremo tutti loro, loro uccideranno noi! .. circa ONU, il più spietato: nazista Allah akbar: pedofilia sharia poligamia: negazione di ogni diritto umano, proprio lui è il più pericoloso nemico di ISRAELE! maomettani sharia la feccia di ogni genocidio nazista, Stanno allentando la tensione, soltanto per poterci meglio pugnalare alle spalle! Dobbiamo disintegrarli con armi atomiche prima di poter entrare in guerra mondiale contro la Russia innocente: anche se le vittime predestinate: sono Europa e ISRAELE! Siria: Lavrov critica inviato Onu. De Mistura convochi un nuovo round di negoziati tra siriani. Il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov si scaglia contro l'inviato speciale dell'Onu in Siria Staffan de Mistura accusandolo di sottrarsi ai propri doveri non convocando una nuova sessione delle trattative siriane. Da Baku, Lavrov ha affermato che de Mistura "sta cominciando a rilasciare dichiarazioni pubbliche sulla necessità che Russia e Usa si accordino su come gestire una stabilizzazione politica in Siria" perché "l'Onu convochi allora un prossimo round dei negoziati interni siriani". http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2016/07/12/siria-lavrov-critica-inviato-onu_47a36c81-30b1-4a20-8c3e-03fe3f8a1b78.html

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07/06/2016, 09.18 ISLAM. We Muslims hypocrites: Daesh, it is us. Kamel Abderrahmani Sharia "invented" by Ulemas and taught in Islamic schools is the same law practiced by the Islamic State militants. The "religious jurisprudence, founded more than 10 centuries ago," has “chained and rusted our brain and that of our children." It is urgent to modernize the Muslim religion and free it from the ambiguities linked to the past. The courageous appeal of a young Algerian Muslim student. Paris (AsiaNews) - After the massacre at the hands of Daesh or some Islamic terrorist, then comes the time of the game for the attributions of responsibilities. Many Western people accuse the Muslim religion; the Islamic world tries to ward off all ties between violence and Islam saying immediately: "This is not Islam." The same happened in these days, after the terrorist attacks in Istanbul, Baghdad and Dhaka, claimed by the Islamic State in a more or less official form. Just hours after these massacres, we received this short reflection on behalf of a young Algerian (Muslim) student. He is 27-year-old and lives in France. He accuses the Islamic world of hypocrisy as on one hand they reject the work of Daesh, while on the other they dream of establishing the Sharia in the entire world. The young author stresses the need for Muslims to reform and modernize their faith, abandoning those elements related to the historical past of the Islamic community, and (unfortunately) usually "preached in our mosques and taught in our schools." Daesh, we and the clergy [Muslim]! Today I decided to take a stand to defend the Islamic State before all those who say that what they practice it is not the Islamic Sharia. Daesh is not hypocritical. It is frank, direct and true. How dare we say that Daesh does not represent the real sharia? A sharia invented by our "ulemas", preached in our mosques and taught in our schools? Today this same Sharia is fully implemented on the ground by the Islamic State. [It] is the result of our ideas and our religious jurisprudence, founded more than 10 centuries ago. Let us have a look at how the clerical establishment has chained and rusted our brain and that of our children. Let's look at how it has excommunicated [intellectuals] lights like Averroes, Ibn Sina, [Mohammed] Arkoun, ... the list is very long. We want a caliphate similar to that of the prophet as described in our books and preached by our imams in their sermons. It is a utopia taught for centuries! Let's stop denouncing this State and let's stop blaspheming it. It is not easy to get rid of it because it is the legitimate child of our jurisprudence. And finally, if we really have this intention, let's get rid of our jurisprudence and our sharia law that brought it to life. This sharia does not come from God but from the devil. Let's stop giving it a sacred character! And above all, do not try to accuse the Mossad, the CIA, and other "unbelievers"! Ten centuries ago they did not exist. No foreign hand has enacted diabolical laws such as amputation of hands for thieves! Let us not be unjust, is not Mossad who did pass the stoning of the adulteress as a divine law! It is not the CIA that invented the execution of the apostate .... but our "shouyoukhs" [Koranic doctors, elders] did, with their cheap jurisprudence. If today the US help us to realize our dream (the "evil” State), for their interests, we must thank them because that is also the goal of our jurisprudence. We must also applaud the courageous members of Daesh. They are not hypocrites like us. They literally apply the recommendations of our Koranic scholars. Our position is really contradictory, confused, dishonest, hypocritical. We share the same sharia with Daesh, but unfortunately we assume and we continue saying that Daesh does not represent us! It is really strange! We do not want the establishment of a caliphate? We do not want to establish our sharia? If the answer is "yes", we have only two choices. Either we join and make allegiance with Daesh, and stop playing the comedy, or we reform our vision of Islam and polish off the old stuff, ie the Sharia and jurisprudence invented by the ulema! We must decide before it's too late.

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07/06/2016, 10.20 伊斯兰
我们这些虚伪的穆斯林:伊斯兰国代表了我们
Kamel Abderrahmani 穆斯林教长们“发明的”、在经院中教授的沙里亚与伊斯兰国激进分子实践的是同一部沙里亚。“早在十多个世纪前就已经有了的宗教法”“束缚了我们和我们子孙后代的大脑并使之生锈”。迫切需要更新陈旧的含糊不清的穆斯林宗教。一名年轻阿尔及利亚穆斯林学生的勇敢揭露 巴黎(亚洲新闻)—每一次伊斯兰国或者其它伊斯兰恐怖分子制造恐怖袭击惨案后,便会一如既往地上演谁应对此负责的一幕。当西方矛头直指整个穆斯林宗教时,伊斯兰世界却在不遗余力地撇清暴力和穆斯林宗教之间的各种关系,立即表示“这不是伊斯兰”。近日的达卡、巴格达、伊斯坦布尔恐怖袭击后也上演了相同的一幕。而伊斯兰国已经或多或少地正式承认是他们所为。这一次,在上述屠杀之后,一名生活在法国巴黎的二十七岁阿尔及利亚穆斯林学生却做出了与众不同的反思。他谴责了伊斯兰世界中许多人的虚伪——一面拒绝伊斯兰国的所作所为、另一面却有幻想着在世界实施沙里亚。这名年轻的穆斯林特别强调了穆斯林进行信仰改革、将信仰现代化的必要性;指出要摒弃所有与伊斯兰团体陈旧历史相关的含糊不清的因素,但——不幸的是——也是最为普及的,“在我们的清真寺里宣讲、经院里教授的”。 以下为全文: Daesh, we and the clergy [Muslim]! Today I decided to take a stand to defend the Islamic State before all those who say that what they practice it is not the Islamic Sharia. Daesh is not hypocritical. It is frank, direct and true. How dare we say that Daesh does not represent the real sharia? A sharia invented by our "ulemas", preached in our mosques and taught in our schools? Today this same Sharia is fully implemented on the ground by the Islamic State. [It] is the result of our ideas and our religious jurisprudence, founded more than 10 centuries ago. Let us have a look at how the clerical establishment has chained and rusted our brain and that of our children. Let's look at how it has excommunicated [intellectuals] lights like Averroes, Ibn Sina, [Mohammed] Arkoun, ... the list is very long. We want a caliphate similar to that of the prophet as described in our books and preached by our imams in their sermons. It is a utopia taught for centuries! Let's stop denouncing this State and let's stop blaspheming it. It is not easy to get rid of it because it is the legitimate child of our jurisprudence. And finally, if we really have this intention, let's get rid of our jurisprudence and our sharia law that brought it to life. This sharia does not come from God but from the devil. Let's stop giving it a sacred character! And above all, do not try to accuse the Mossad, the CIA, and other "unbelievers"! Ten centuries ago they did not exist. No foreign hand has enacted diabolical laws such as amputation of hands for thieves! Let us not be unjust, is not Mossad who did pass the stoning of the adulteress as a divine law! It is not the CIA that invented the execution of the apostate .... but our "shouyoukhs" [Koranic doctors, elders] did, with their cheap jurisprudence. If today the US help us to realize our dream (the "evil” State), for their interests, we must thank them because that is also the goal of our jurisprudence. We must also applaud the courageous members of Daesh. They are not hypocrites like us. They literally apply the recommendations of our Koranic scholars. Our position is really contradictory, confused, dishonest, hypocritical. We share the same sharia with Daesh, but unfortunately we assume and we continue saying that Daesh does not represent us! It is really strange! We do not want the establishment of a caliphate? We do not want to establish our sharia? If the answer is "yes", we have only two choices. Either we join and make allegiance with Daesh, and stop playing the comedy, or we reform our vision of Islam and polish off the old stuff, ie the Sharia and jurisprudence invented by the ulema! We must decide before it's too late. ========================
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06/07/2016, 10.58 ISLAM
Nosotros, los musulmanes hipócritas: Daesh sí que nos representa
Kamel Abderrahmani La Sharia “inventada” por los ulemas y enseñada en las escuelas coránicas es la misma practicada por los militantes del Estado islámico. La “jurisprudencia religiosa, surgida hace más de diez siglos” ha “encadenado y oxidado nuestro cerebro y el de nuestros hijos”. Es urgente que la religión musulmana rejuvenezca y se libre de las ambigüedades ligadas al pasado. La valiente denuncia de un joven estudiante musulmán argelino. París (AsiaNews)- Después de cada masacre realizada por Daesh o por cualquier terrorista islámico, se inicia el juego de quién es el responsable. Mientras entre los occidentales se acusa en bloque a la religión de los musulmanes, en el mundo islámico se trata de alejar todo vínculo entre la violencia y la religión musulmana, diciendo inmediatamente: “Esto no es el islam”. Sucedió lo mismo en estos días, después de las masacres de Estambul, Bagdad y Dacca, reivindicadas más o menos en modo oficial por el Estado islámico. Justamente después de estas masacres, nos llegó esta pequeña reflexión de parte de un estudiante argelino (musulmán) de veintisiete años, que vive en Francia. Él acusa de hipocresía a gran parte del mundo islámico, que, por un lado, dice que rechaza lo obrado por Daesh, y por otra, sueña con aplicar en todo el mundo la sharia. El joven autor subraya, sobre todo, cuánta necesidad tienen los musulmanes de realizar una reforma y una modernización de la fe, abandonando aquellos elementos ligados al pasado histórico de la comunidad islámica (lamentablemente) difundidos y “predicados en nuestras mezquitas y enseñados en nuestras escuelas”. ¡Daesh, nosotros y el clero (musulmán)! Hoy he decidido hacer una toma de posición para defender al Estado islámico frente a todos aquellos que dicen que éste no representa la sharia. Daesh no es hipócrita. Es franco, directo y verdadero. ¿Cómo osamos decir que Daesh no representa la sharia? Una sharia inventada por nuestros “ulemas”, predicada en nuestras mezquitas y enseñada en nuestras escuelas. Y hoy, esta misma sharia, es aplicada perfectamente en su terreno por parte del Estado islámico. [La misma] es el resultado de nuestras ideas y de nuestra jurisprudencia religiosa, surgida hace más de diez años. Observemos hasta qué punto la institución clerical encadenó y oxidó nuestro cerebro y el de nuestros hijos. Observemos cómo la misma ha excomulgado luces (intelectuales) como Averroé, Ibn Sina (Avisena) Arkoun…la lista es larga. Nosotros queremos un califato similar al del profeta, como bien lo describen nuestros libros y nuestros imanes en sus prédicas. ¡Esta es una utopía que es enseñada hace siglos! Dejémonos ya de denunciar a este Estado (Islámico) y dejemos de ofenderlo. No es fácil desembarazarse de él, porque es hijo legítimo de nuestra jurisprudencia. En concreto, si tenemos realmente esta intención, desembaracémonos de nuestra sharia y de nuestra jurisprudencia, que en definitiva, le han dado la vida. Esta sharia no es la de Dios, sino la del diablo. ¡Basta de atribuirle un carácter sagrado! “¡Y sobre todo, no tratemos de acusar al Mossad, a China y a los otros “no creyentes”! Hace diez siglos, ellos no existían. No es la mano extranjera la que promulgó leyes diabólicas como la amputación de las manos a los ladrones (v.foto) ¡No seamos injustos, no es el Mossad el que ha hecho aprobar la lapidación de la adúltera como una ley divina! ¡No es la CIA la que inventó la ejecución del apóstata…sino que han sido nuestros “shouyoukhs” (doctores coránicos) y su jurisprudencia barata!. Si hoy los EEUU nos ayudan a realizar nuestro sueño (el Estado “diabólico”), porque cuadra con sus intereses, nosotros debemos agradecerles, porque es un objetivo de nuestra jurisprudencia. Debemos aplaudir, también, a los valientes miembros de Daesh. Ellos no son hipócritas como nosotros. Ellos aplican las recomendaciones de los doctores coránicos al pie de la letra. Nustra posición es realmente contradictoria, confusa, deshonesta, hipócrita. Nosotros compartimos la misma sharia con Daesh, pero lamentablemente no la asumimos y continuamos diciendo que Daesh no nos representa. ¡Es realmente extraño! ¿No queremos la instauración de un califato? ¿No queremos instaurar nuestra sharia? Si la respuesta es “sí”, no tenemos más que dos opciones. ¡O los alcanzamos y nos aliamos a Daesh, o bien dejamos de recitar la comedia y reformamos nuestra visión del islam, y nos deshacemos de todo lo viejo, o sea, de la sharia y de la jurisprudencia inventada por los ulemas! Debemos decidir, antes de que sea demasiado tarde. =====================
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#ebreo ] Dio ha parlato, inutilmente, per te, ed ha detto, che ISRAELE deve essere la tua Patria, e poi, tu ne sei fuori, ed hai fatto di tutto perché ISRAELE non potesse mai diventare una casa per tutti gli ebrei.. quindi, tu sei fuori di tutte le promesse di Dio e sei fuori dalla tua ebraicità! .. infatti sei usuraio massone e satanista rotto di culo a Sodoma GENDER! tu sei un abominio della desolazione un agente del NWO!!
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#FARISEO #Ebreo ] VOI VOLETE LA MIA MORTE! io ho distrutto per amore di Dio, E PER AMORE DI VOI, DELIBERATAMENTE: CONSAPEVOLMENTE, LUCIDAMENTE 600000 (seicentomila euro) E PER AMORE DI DIO E PER AMORE DEI MARTIRI CRISTIANI CHE VOI AVETE FATTO UCCIDERE DAL DEMONIO ALLAH IN TUTTO IL MONDO. Questo è un mio sacrificio atto, a impedire questa guerra mondiale che, tu voi avete preparato, che, 600000 (seicentomila euro) sono: il 50%: di tutte le risorse dei miei 100 anni di vita, e non è giusto che dopo avere pagato le tasse, per un prestito di 25 anni su 220.000 euro io ne devo restituire 500.000, e questo è un delitto di satanismo, una sottrazione di sovranità, una dichiarazione di schiavitù, perché , voi siete diventati i miei padroni aguzzini. e lo Stato è un MASSONE traditore! EPPURE IO HO FATTO QUESTO ATTO DI FEDE, PER AMORE DI VOI, PER SALVARE LA VOSTRA VITA DALLA DISTRUZIONE!
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#FARISEO #Ebreo ] e purtroppo, io sono un servo di Dio che deve ubbidire a Dio, quindi, io devo lavorare perché nessun demonio come voi vada perduto, e quì tutti i sacerdoti di satana lo sanno. non è che mi dispiacerebbe vedervi tutti come: cadaveri morti stecchiti... perché, io sono molto simile a Giona, con la aggravante che io sono un politico laico, che ha armato la sua fede per poter uccidere le persone in modo soprannaturale, cioè, se Dio me lo permetterà: perché l'IRA e nel mio spirito ma, non è nelle mie mani: che, io rappresento politicamente il DECALOGO di MOSé, io sono la LEGGE NATURALE VIVENTE e la LEGGE del TAGLIONE, e se voi non venite in pace da me? certo io verrò in guerra da voi, perché la mia fede è una FEDE CREATIVA una fiamma del Signore!
================== 05/07/2016, 14.40 BANGLADESH - ISLAM
La masacre de Dacca y la lección de Ratisbona entendida a medias
Bernardo Cervellera Los autores de la masacre eran “jóvenes fuera de sí” que después de vivir durante años en un confort y un bienestar, se convirtieron al islam radical. El islam moderado debe condenar al islam fundamentalista. Los musulmanes acusan a los imanes sin cultura que siembran el odio y el deprecio. Volver a comprender el discurso de Benedicto XVI para llevar a cabo un examen de conciencia de Occidente, que ha marginado a la religión por considerarla “irracional”. El Islam fundamentalista y un Occidente sin Dios se reclaman recíprocamente. Roma (AsiaNews)- En Bangladesh y en Italia todavía hay consternación e incredulidad por la masacre llevada a cabo en Dacca el 1ero de julio pasado en el Holey Artisan café, situado en el barrio exclusivo de Gulshan, donde fueron asesinados (y antes, también torturados) nueve italianos (10, si se piensa que la señora Simona Monti estaba embarazada), siete japoneses, una estadounidense, una india y cuatro bangladesíes. La consternación viene del hecho de que de repente el islam bengalí, tan amistoso y dialógico, como siempre lo hemos conocido, mostró un rostro cruel, cínico y fundamentalista. La incredulidad surge del descubrimiento de que al menos tres de los asaltantes eran jóvenes de unos veintidós años, provenientes de buenas familias, educados en colegios internacionales, que salen del cuadro normal del musulmán oprimido por la miseria y la pobreza, adoctrinados en las madrasas integristas. Al parecer, -según las sobrias indicaciones de la policía de Dacca- sólo uno de los asaltantes, Khairul Islam, responde a este identikit. Los otros - Rohan Imtiaz, hijo de un político de la Awami League, el partido (laico) en el poder; Nibras Islam y Andaleeb, con estudios en una universidad australiana en Kuala Lumpur; Meer Saameh Mubassheer y Rayian Minhaj, estudiantes en las mejores escuelas de la capital- forman parte del grupo de los “jóvenes fuera de control”, como fueron definidos por los policías antes del operativo. Varios de ellos, después de años de facilidades, diversiones, selfies, amores -como lo demuestran sus perfiles en Facebook y Twitter- escaparon de sus familias y desaparecieron. Según un general responsable de la seguridad que se encuentra retirado, Sakhawat Hossain, son al menos ciento cincuenta (quizás doscientos) los jóvenes bangladesíes desaparecidos y se piensa que pueden haber ido a Siria o Irak para combatir junto a Daesh. Si de la consternación y de la incredulidad se pasa a la acción, la primera cuestión que ha de ser afrontada es el vínculo entre el islam moderado y el islam fundamentalista. La Premier de Banglesdesh, Sheikh Hasina, denunciando la masacre -realizada en uno de los mayores días de fiesta del Ramadán, el último viernes del mes del ayuno- dijo inmediatamente: “Esto no es el islam”. Y lo hizo porque en la oposición tiene un partido que se inspira justamente en el islam integrista: criticar ese tipo de islam implica el riesgo de producir más adhesiones a sus enemigos políticos. Lo mismo sucede entre nosotros en Italia y en Europa, donde hay un silencio de la parte musulmana ante esta masacre y donde- por otras masacres- las asociaciones musulmanas se lavan las manos mientras ellos también dicen: “Esto no es el islam”. Sin embargo estos jóvenes “fuera de control”, antes de matar, pidieron que sean recitados algunos versículos del Corán, al estilo de Daesh (el Estado islámico). Hay una interpretación del islam que lleva a la violencia y los jóvenes, deseosos de soluciones sumarias e impacientes, fueron fascinados y embrujados; hay imanes y predicadores que instilan deprecio hacia las otras religiones, hacia Occidente, hacia los heréticos (chiíes o ahmadi) y que para purificar la tierra del islam están dispuestos a destruir a todos, incluso a ellos mismos. ¿No es ya tiempo de que en el mundo islámico se denuncie esta interpretación violenta del Corán? ¿De qué se condene y denuncie a aquellos imanes que alientan a tener desprecio y odio por las otras religiones? ¿Qué se inicie o se retome un relectura de la fe musulmana que sea equiparable a la modernidad, a los derechos del hombre, de la mujer? Entre mis amigos de Facebook he encontrado un “examen de conciencia” de un musulmán que acusa de “hipocresía” la posición de tantos correligionarios que apoyan la sharía, y al mismo tiempo, dicen que “Daesh no nos representa”. “O nos reunimos y nos aliamos a Daesh, y así cesamos en la comedia, o bien reformamos nuestra visión del islam y la desempolvemos de toda vejez, o sea de la sharía, y de la jurisprudencia inventada por los ulemas (los doctores coránicos)”. Y otro comentario afirma: “Los imanes, gran parte de los cuales no tiene ninguna cultura general, jamás se ocuparon de enseñar la tolerancia a los fieles” Y citando luego “a los teóricos del islamismo”, que usan libros y canales televisivos, los acusa de “enseñar el odio, el desprecio y el rechazo del otro”. Esperemos realmente que esta lucidez se difunda entre nuestros amigos musulmanes y que también nuestros gobiernos sean cautelosos en su liberalismo, que deja predicar a cualquiera y permite que los países fundamentalistas financien este tipo de imán que condenáramos anteriormente. Al tratar de ir al inicio del binomio islam-violencia nos viene a la mente la magistral lección del Papa Benedicto XVI en Ratisbona, cuando sugería al mundo musulmán que la violencia no es digna de Dios, que es razón. En los últimos días, muchos comentaristas oficiales y no oficiales han citado ese discurso, aunque tal vez entendiéndolo sólo a medias. De hecho, muchos citan al Papa Ratzinger sólo por esa página en la cual se hace referencia al islam (con la docta cita de Manuel II, el Paleólogo), pero se olvidan de las otras (al menos doce) dedicadas a Occidente y a su desprecio por la religión por considerarla “irracional”. En efecto, si se necesita un examen de conciencia en el mundo islámico, también es necesario otro examen de conciencia en el mundo occidental. El hecho de que jóvenes bangladeshíes bien educados y expuestos a la modernidad globalizada decidan sacrificarse por el islam, no hace sino poner en crisis nuestro modelo, el cual ve su ideal en la capacidad, en el suceso, en el bienestar sin ninguna referencia a Dios. Los jóvenes “fuera de control” de Dacca son muy similares a los jóvenes que atacaron en París, Bruselas, Londres. Y son similares a esos muchachos occidentales que después de una adolescencia vivida en la abundancia, deciden ir a combatir a Siria o Irak en las filas de Daesh. Una francesa musulmana, estudiosa de este fenómeno, Dunia Bouzard, narrando cuan similar es el trasfondo familiar de los jóvenes fugitivos, muestra con claridad, quizás casi sin quererlo, cúan secularizadas estaban estas familias, sin ninguna referencia religiosa explícita y convincente. Así, cuando la pregunta por el sentido de su vida se vuelve urgente, ellos caen en manos del primer predicador online que aparece, no teniendo ningún criterio para distinguir lo verdadero de lo falso en el discurso religioso, y no habiendo tenido jamás la oportunidad de encontrar testigos de fe. No estamos hablando de las pobres víctimas de Dacca. Es más, algunos de ellos se destacaban por su fe y por su caridad. Hablamos de un Occidente que en sus sociedades y en sus Estados desprecia la religión, que la considera "irracional" y por lo tanto indigna del hombre, y que por ende, ha de ser marginada, privatizada y quizás hasta sofocada, para que no produzca daños a la sociedad, que funcionaría tanto mejor sin ella. Según algunos estudiosos, el fundamentalismo violento de algunas religiones es la contraparte, la otra cara de la moneda de un Occidente sin Dios, que se burla de la religión. Si queremos releer de manera completa el discurso de Ratisbona, es importante que los musulmanes se separen de la violencia, pero también que Occidente vuelva a una idea de razón que abrace la dimensión religiosa. Sin esto- como lo advirtió Benedicto XVI- Occidente (tal como ocurre con el islam fundamentalista) no logrará entender a las demás culturas y provocará la violencia, que nos parecerá cada vez irracional. Y, en cambio, no lo es. ================
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07/05/2016, 16.48 孟加拉国 – 伊斯兰
达卡惨案和人们未能完全弄懂的雷根斯堡教导
Bernardo Cervellera 制造屠杀的凶手是“失控的年轻人”,多年的舒适安逸生活后皈依伊斯兰激进思想。温和派伊斯兰应谴责伊斯兰极端主义。穆斯林将矛头指向了播种仇恨与藐视的没文化的穆斯林教长们。再次重温教宗本笃十六世的雷根斯堡讲话,将宗教视为“非理性”产物加以排斥的西方作出反省。不要天主的伊斯兰极端势力和西方遥相呼应 罗马(亚洲新闻)—孟加拉国和意大利仍因七月一日发生在达卡的惨案而沉浸在巨大的悲愤和震惊中。九名意大利人、七名日本人、一名美国人、一名印度人和四名孟加拉国人惨死在达卡市中心的餐厅里。 这种悲愤和震惊还因为,我们所认识的孟加拉国伊斯兰历来是友好的、热衷对话的。但今天,我们看到一个残酷的、无情的、极端主义的孟加拉国的伊斯兰。 震惊是因为我们发现三名恐怖分子是二十二岁的富家子弟、在国际知名公学受的教育。完全不同于我们通常习惯了的饱受贫困、痛苦煎熬;被极端主义伊斯兰经院洗了脑的穆斯林。据孟加拉国警方介绍,只有一名恐怖分子符合人们习以为常的恐怖分子形象。其他人则是富家子弟、执政党成员之子;在澳大利亚和吉隆坡或者首都达卡最好的贵族学校里拿了文凭的子弟。但就像警察定义的,他们又是一伙儿失控的青年。多年骄奢淫逸、舒适放荡的生活——正如他们的社交网站上显示的——后,他们中的一些人离家出走、无影无踪。 退休的安全部门高官萨克哈瓦特·侯赛因指出,至少一百五十名(或者二百名)这样的孟加拉国青年下落不明。他们可能到了叙利亚或者伊拉克与伊斯兰国并肩作战。 如果说我们从悲愤和震惊过渡到行动,那么要面对的第一个问题就是温和派伊斯兰与极端势力伊斯兰之间的关系。孟加拉国总理哈西娜谴责了屠杀后立即表示,“这不是伊斯兰”。她之所以这样做,是因为反对派内就有一个伊斯兰政党。一旦批评此类伊斯兰,便意味着更多的人会追随她的政治对手。 意大利和欧洲也一样,这里的穆斯林对这场灾难至今保持沉默。此间的穆斯林协会立即撇清关系也称“这不是伊斯兰”;这些年轻人杀人之前已经“失控了”;他们要求人们颂念可兰经恰恰是伊斯兰国惯用的方式。有一种对伊斯兰的诠释使人走向暴力,浮躁轻率、急功近利的年轻人为之吸引并着了魔。有的穆斯林教长和经师们不断藐视贬低其它宗教、贬低西方、贬低异端(什叶派穆斯林或者艾哈迈迪派)。为了净化伊斯兰的土地,他们宁愿摧毁一切,包括自己。这难道不是伊斯兰世界站出来揭露暴力诠释伊斯兰可兰经的时刻吗?!难道不是谴责和痛斥这些教长煽动人们贬低和仇视其它宗教的时候吗?难道不是开始或者本着温和派、人权和女性权益的原则出发重新审视穆斯林信仰的时候吗? 我的社交网站上有一名穆斯林的“反省”,指责了许多支持沙利亚但同时却又说“伊斯兰国不代表我们”的穆斯林信徒的“虚伪”。现在,“要么我们与伊斯兰国结盟、停止闹剧;要么我们调整我们对伊斯兰的认识、消除灰尘,也就是沙利亚和可兰经经师们发明的那些律法”。另一个人写道,“穆斯林教长中的绝大部分没有任何文化修养,从无意教导信徒们宽容”。他还援引“伊斯兰主义理论”,指责这些穆斯林教长们利用书籍和电视“教导仇恨、贬低和拒绝其它”宗教和人。我们真心希望这种睿智能够在我们的穆斯林朋友中间得到普及,希望我们的自由主义派政府能够警惕,不要让任何人都可以宣讲、让极端主义势力的国家资助此类教长、要敢于谴责。 试图探出伊斯兰-暴力这二项式究竟之际,脑海里闪现出了教宗本笃十六世在德国雷根斯堡的著名训导。当年,本笃十六世建议穆斯林世界认识到暴力是不配打着上主,也就是理性的旗号的。瞬间,官方和非官方舆论尽管根本没有完全弄懂其中的深刻含义、一知半解都未能做到便铺天盖地、口诛笔伐。许多人更断章取义地节选本笃十六世谈及伊斯兰的一段,只为了吸引人眼球的头版头条大标题。公然不顾讲话的其它段落中还谈到了西方、西方将宗教贬低为“非理性的”。 事实上,伊斯兰世界真的需要做出反省,西方世界也需要做出同样的反省。那些受过良好教育、过着全球化世俗生活的孟加拉国青年人这样死心塌地地献身伊斯兰,的确让我们的模式陷入了危机。这种模式将能力、功名利禄、舒适安逸的生活视为理想,根本无视天主。伊斯兰国“失控的”年轻人与那些在巴黎、布鲁塞尔、伦敦……制造恐怖袭击的年轻十分相似;与那些在蜜罐里度过了少年时代后便决定奔赴叙利亚或者伊拉克与伊斯兰国并肩作战的西方青少年十分相似。一名专门研究这一现象的法国穆斯林杜尼亚·博扎讲述这些青年的家庭背景时鲜明地——甚至可能是无意识地——揭示出,这些家庭都十分世俗化、没有任何宗教内涵和信仰。由此,当他们生活意义的问题变得十分紧迫时,便会陷入网上极端主义宣讲者的陷阱,沦为他们的猎物。因为他们自己根本不具备辨别真假宗教讲话的能力、因为从没有遇到过真正的信仰见证。 我们没有谈到达卡的那些可怜的受害者们。相反,他们中的有些人甚至因为信仰和爱德而出名。我们所指的西方,是社会和国家中藐视宗教的西方、认为宗教是“非理性的”,因此而不配人为之投入精力、排斥宗教、将宗教视为私人的,甚至要予以压制,以便防止宗教危害社会、没有宗教的社会会运作的更加高效一些。部分学者认为,一些宗教的暴力极端主义是没有天主的西方的另一面、嘲笑宗教的西方。我们应该完整地重温本笃十六世的雷根斯堡讲话全文,这对穆斯林与暴力切割是很重要的,并对西方重返理性主义、拥抱宗教也是十分重要的。正如本笃十六世教导的,做不到这一点,西方(正如极端主义伊斯兰一样)永远也无法弄明白其它文化、导致暴力,使我们越来越觉得是非理性的,但实际上并非如此。
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07/05/2016, 15.56 BANGLADESH – ISLAM
Dhaka massacre and the half understood Regensburg lecture
Bernardo Cervellera After years of the good life, “derailed youth” converted to radical Islam. Moderate Islam must condemn fundamentalist Islam. Muslims blame uncultured imams who sow hatred and contempt. The West should read again Benedict XVI’s lecture and rethink its marginalisation of religion as irrational. Fundamentalist Islam and the godless West mirror each other. Rome (AsiaNews) – Dismay and disbelief have not yet abated in Bangladesh and Italy over the carnage at the Holey Artisan Bakery Café, in Dhaka’s posh Gulshan district, where nine Italians (ten considering that one, Ms Simona Monti, was pregnant), seven Japanese, four Bangladeshis, one American and one Indian were tortured and killed. The dismay comes from the sudden realisation that Bangladeshi Islam, seen hitherto as friendly and open-minded, showed another side, one that was cruel, cynical and fundamentalist. Disbelief comes from the discovery that at least three of the attackers were young men in their 20s from good families, educated at international schools, far from the image of Muslims oppressed by misery and poverty, indoctrinated at fundamentalist madrassahs. According to Dhaka police, it appears that only one of the attackers, Khairul Islam, fits the traditional portrait. The others are, to quote the police, “derailed youths”: Imtiaz Rohan, son of a politician with the ruling secularist Awami League; Nibras Islam and Andaleeb Ahmed who had attended the Kuala Lumpur campus of an Australian university; and Meer Saameh Mubasheer and Raiyan Minhaj who had studied at some of Dhaka’s best schools. After years of leisure, fun, selfies, and love - as gleaned from their Facebook and Twitter accounts, they left their families and disappeared. According to a retired security general, Sakhawat Hossain, at least 150 (possibly 200) young Bangladeshis are missing, thought to be Syria and Iraq fighting alongside Daesh. If we move from dismay and disbelief to action, the first issue to address is the relationship between moderate and fundamentalist Islam. Bangladeshi Prime Minister Sheikh Hasina slammed the massacre on one of the most important days of Ramadan, the last Friday of the fasting month, saying that "This is not Islam." She said it because her main opposition party is inspired by fundamentalist Islam. However, criticising that kind of Islam is likely to produce more recruits to her political enemies. The same thing is happening in Italy and Europe, where Muslims are silent over this and other massacres and Muslim associations wash their hands immediately saying "This is not Islam." Yet these "derailed” youths, before killing, called on their victims to recite Qur‘anic verses, as Daesh (Islamic State) does. A certain interpretation of Islam leads to violence and some young people, who eagerly and impatiently seek quick solutions, are fascinated and bewitched by it. There are imams and preachers who instill contempt for other religions, for the West, for heretics (Shias or Ahmadis) and, in order to purify Dar el Islam, the House of Islam, some are prepare to destroy everyone, even themselves. Is it not time for the Islamic world to denounce violent interpretation of the Qur‘an? Shouldn’t those imams who fuel contempt and hatred for other religions not be condemned and denounced? Shouldn’t Muslims start reinterpreting the Muslim faith in light of modernity, as well as human and women’s rights? Among my Facebook friends, I came across one, a Muslim, who did engage in some self-examination and accused his fellow Muslims of hypocrisy for supporting Sharia and at the same time saying that "Daesh does not represent us." "Either we join Daesh, and stop the comedy, or we reform our vision of Islam and remove the old crust, i.e. Sharia and jurisprudence invented by ulemas (Qur‘anic scholars)." In another comment, he stated, "Imams, who by and large lack a broad culture, have never cared to teach tolerance to the faithful." Quoting Islamist “theorists” who use books and TV stations, he accuses them of "teaching hatred, contempt and rejection towards others". Let us really hope that such lucidity will spread among our Muslim friends and that our governments will be cautious in their liberalism and not allow anyone to preach or fundamentalist countries to finance such imams as criticised above. Looking at the connection between Islam and violence brings back Benedict XVI’s lecture in Regensburg, where he suggested to the Muslim world that violence is not worthy of God, who is reason. Recently, many official and unofficial commentators cited the pope’s address even though it might not have been fully understood. In fact, many cite Pope Benedict just for that page that refers to Islam (with the erudite quotation from Manuel II Palaeologus), but they forget the other (at least 12) pages dedicated to the West and its contempt for religion, deemed "irrational". In fact, if the Islamic world needs to undergo some self-examination, so does the Western world. That well-educated young Bangladeshis exposed to globalised modernity choose to sacrifice themselves for Islam undermines our model whose ideal is based on skills, success and affluence without any reference to God. “Derailed” young people in Dhaka are very similar to those who attacked Paris, Brussels, London, . . . They are like young Westerners who decide to go and fight in Syria or Iraq alongside Daesh after living a sheltered life. Dunia Bouzard, a French Muslim scholar who has studied the issue, shows, perhaps unwittingly, how these young people come from secularised families who had no explicit and convincing religious reference. So, when the question of meaning in young people’s lives becomes urgent, they fall prey to the first on-line preacher, unable to separate what is true from what is false in his religious discourse, since they never had the opportunity of meeting witnesses of faith. We are not talking about the poor victims of Dhaka. Indeed, some of them were known for their faith and their charity. We are talking about Western society and states that despise religion, and consider them irrational, unworthy of man, something to marginalise, privatise and perhaps stifle to prevent it from harming society that would function better without it. For some scholars, violent fundamentalism in some religions is the other side of the coin of a West without God that mocks religion. If we want to re-examine fully the Regensburg lecture, it is important for Muslims to break away from violence, but also for the West to come back to an idea of ​​reason that also embraces the religious dimension. Without that – as Benedict XVI warned – the West too (like fundamentalist Islam) will fail to understand other cultures and cause violence, which will seem more and more irrational, but is not. ==========================
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05/07/2016, 11.21 BANGLADESH-ISLAM
La strage di Dhaka e la lezione di Regensburg capita solo a metà
Bernardo Cervellera Gli autori del massacro, “giovani fuori controllo”, dopo anni di agi e benessere si sono convertiti all’islam radicale. L’islam moderato deve condannare l’islam fondamentalista. Musulmani puntano il dito contro gli imam senza cultura che seminano odio e disprezzo. Ricomprendere il discorso di Benedetto XVI per un esame di coscienza dell’occidente, che ha emarginato la religione come “irrazionale”. Islam fondamentalista e occidente senza Dio si richiamano a vicenda. Roma (AsiaNews) - In Bangladesh e in Italia c'è ancora sgomento e incredulità per la strage compiuta a Dhaka lo scorso primo luglio all'Holey Artisan Café, nel quartiere esclusivo di Gulshan, dove sono stati uccisi (e prima ancora torturati) nove italiani (10 se si pensa che la signora Simona Monti era incinta), sette giapponesi, una statunitense, un'indiana e quattro bangladeshi. Lo sgomento viene dal fatto che tutt'a un tratto l'islam bengalese, tanto amichevole e dialogico, come l'abbiamo sempre conosciuto, ha mostrato un volto crudele, cinico e fondamentalista. L'incredulità sorge dalla scoperta che almeno tre degli assalitori erano giovani sui 22 anni di buona famiglia, educati nei college internazionali, che escono fuori dal quadro solito del musulmano oppresso dalla miseria e dalla povertà, indottrinato dalle madrassah integraliste. A quanto pare – secondo le sobrie indicazioni della polizia di Dhaka – solo uno degli assalitori, Khairul Islam, risponde a questo identikit. Gli altri - Rohan Imtiaz, figlio di un politico dell'Awami League, il partito (laico) al potere; Nibras Islam e Andaleeb Ahmed, con studi in un'università australiana a Kuala Lumpur; Meer Saameh Mubasheer e Raiyan Minhaj, studenti nelle migliori scuole della capitale – fanno parte del gruppo di "giovani fuori controllo", come sono stati definiti dai poliziotti prima del blitz. Diversi di loro, dopo anni di agi, divertimenti, selfies, amori – come dimostrano i loro profili su Facebook e Twitter – sono fuggiti dalle famiglie e scomparsi. Secondo un generale della sicurezza in pensione, Sakhawat Hossain, vi sono almeno 150 (e forse 200) giovani bangladeshi scomparsi e si pensa che siano andati in Siria o Iraq a combattere al fianco di Daesh. Se dallo sgomento e dall'incredulità si passa all'azione, la prima questione da affrontare è il legame fra islam moderato e islam fondamentalista. La premier del Bangladesh Sheikh Hasina, denunciando il massacro – compiuto in uno dei maggiori giorni di festa del Ramadan, l'ultimo venerdì del mese di digiuno – ha subito detto: "Questo non è islam". E lo ha fatto perché all'opposizione ha un partito che si ispira proprio all'islam integralista: criticare quel tipo di islam rischia di produrre più adesioni ai suoi nemici politici. La stessa cosa avviene da noi in Italia e in Europa, dove vi è silenzio da parte musulmana su questa strage e dove – per altre stragi – le associazioni musulmane si lavano subito le mani dicendo anche loro: "Questo non è islam". Eppure questi giovani "fuori controllo", prima di uccidere, hanno chiesto di recitare versetti del Corano, proprio nello stile di Daesh (lo Stato islamico). C'è un'interpretazione dell'islam che porta alla violenza e i giovani, desiderosi di soluzioni sommarie e impazienti, ne sono affascinati e stregati; vi sono imam e predicatori che istillano disprezzo verso le altre religioni, verso l'occidente, verso gli eretici (sciiti o ahmadi) e che per purificare la terra d'islam sono disposti a distruggere tutti, anche se stessi. Non è tempo che nel mondo islamico si denunci questa interpretazione violenta del Corano? Che si condannino e denuncino quegli imam che spingono al disprezzo e all'odio per le altre religioni? Che inizi o si riprenda una rilettura della fede musulmana a paragone con la modernità, i diritti dell'uomo, della donna? Fra i miei amici di Facebook ho trovato un "esame di coscienza" di un musulmano che accusa di "ipocrisia" la posizione di tanti correligionari che appoggiano la sharia e nello stesso tempo dicono che "Daesh non ci rappresenta". "O noi raggiungiamo e facciamo alleanza con Daesh, e cessiamo la commedia, oppure riformiamo la nostra visione dell'islam e la spolveriamo di tutte le vecchiezze, cioè la sharia e la giurisprudenza inventata dagli ulema (i dottori coranici)". E un altro commento afferma: "Gli imam, la cui gran parte non ha alcuna cultura generale, non hanno mai avuto la cura di insegnare la tolleranza ai fedeli". E citando poi "i teorici dell'islamismo", che usano libri e canali televisivi, li accusa di "insegnare l'odio, il disprezzo e il rifiuto dell'altro". Speriamo davvero che questa lucidità si diffonda fra i nostri amici musulmani e che anche i nostri governi siano guardinghi nel loro liberalismo che lascia predicare chiunque e permette che Paesi fondamentalisti finanzino questo tipo di imam, condannato sopra. Il cercare di venire a capo del binomio islam-violenza riporta alla mente la magistrale lezione di papa Benedetto XVI a Regensburg, quando suggeriva al mondo musulmano che la violenza non è degna di Dio, che è ragione. In questi giorni molti commentatori ufficiali e non ufficiali hanno citato quel discorso anche se forse capito solo a metà. Molti infatti citano papa Ratzinger solo per quella pagina in cui si fa riferimento all'islam (con la dotta citazione di Manuele II il Paleologo), ma si dimenticano delle altre (almeno 12) dedicate all'occidente e al suo disprezzo per la religione come "irrazionale". In effetti, se c'è bisogno di un esame di coscienza nel mondo islamico, vi è anche necessità di un simile esame di coscienza nel mondo occidentale. Che giovani bangladeshi ben educati e esposti alla modernità globalizzata decidano di sacrificarsi per l'islam mette infatti in crisi il nostro modello che vede nelle capacità, nel successo, nel benessere il suo ideale, senza alcun riferimento a Dio. I giovani "fuori controllo" di Dhaka sono molto simili a quei giovani che hanno colpito a Parigi, Bruxelles, Londra, .... E sono simili a quei ragazzi occidentali che dopo un'adolescenza nella bambagia, decidono di andare a combattere in Siria o in Iraq a fianco di Daesh. Una francese musulmana, studiosa di questo fenomeno, Dunia Bouzard, raccontando il sottofondo familiare dei giovani fuggitivi, mostra con chiarezza, forse anche senza volerlo, come queste famiglie fossero secolarizzate, senza alcun riferimento religioso esplicito e convincente. Così, quando la domanda di senso nella loro vita diventa urgente, essi cadono preda del primo predicatore on-line, non avendo alcun criterio per distinguere il vero e il falso dal discorso religioso, non avendo mai avuto l'occasione di incontrare testimoni di fede. Non stiamo parlando delle povere vittime di Dhaka. Anzi, alcuni di loro erano noti per la loro fede e per la loro carità. Parliamo di un occidente nella società e negli Stati che disprezza la religione, che la reputa "irrazionale" e per questo non degna dell'uomo, da emarginare, privatizzare e magari soffocare perché non faccia danni alla società che funzionerebbe tanto meglio senza di essa. Secondo alcuni studiosi, il fondamentalismo violento di alcune religioni è il pendant, l'altra faccia della medaglia di un occidente senza Dio, che irride la religione. Se vogliamo rileggere in modo completo il discorso di Regensburg, è importante che i musulmani si separino dalla violenza, ma anche che l'occidente ritorni a un'idea di ragione che abbracci anche la dimensione religiosa. Senza di ciò – come ha avvertito Benedetto XVI – anche l'occidente (proprio come l'islam fondamentalista) non riuscirà a capire le altre culture e provocherà la violenza, che ci sembrerà sempre più irrazionale. E invece non lo è.
======================= CINA rimedia a questo delitto contro di me e contro di te: tu non dovresti dimenticare le decine di milioni di morti per fame: che avvennero dopo questo delitto! ] 11/07/2016 - CINA. Cina, un museo esalta gli assassini di un santo cattolico “nemico del popolo”. In un’area destinata al turismo nel Guangxi viene installato un diorama che mostra sant’Agostino Chapdelaine, missionario martire, mentre si inginocchia davanti al magistrato che lo condanna a morte. Un enorme murale di bronzo alto sei metri ricorda la sua terribile fine, per soffocamento. Un concorso di poesia premia chi esalta di più il magistrato Zhang, “eroe dalla volontà di ferro”. ======
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11/07/2016, 10.37 ISLAM-EUROPA
L’islam politico, il fallimento nell’educare i giovani, le ambiguità verso l’occidente
Hocine Drouiche* Nelle scuole coraniche in occidente si insegna l’islam politico basato sul jihad e sull’odio verso i nemici. Gli imam e i saggi bloccano ogni riforma e ogni domanda da parte degli allievi. I gruppi islamisti vogliono distruggere i regimi musulmani e l’occidente imperialista. E’ ancora possibile un islam che dialoga e non fa proselitismo. All’Europa di controllare i gruppi del jihad. Tutto questo salverà l’islam come esperienza religiosa, e anche la pace nel mondo. Una riflessione dell’imam Drouiche, Vice-presidente della Conferenza degli imam di Francia-Parigi. Parigi (AsiaNews) – Vari esperti pensano che il mondo musulmano stia attraversando il periodo più difficile della sua storia: esso sta perdendo i suoi riferimenti politici, sociali e religiosi. Un tempo, la religione era considerata la salvezza della nazione musulmana dalla povertà e dal sottosviluppo; ora essa è divenuta il più grande problema della Umma [la comunità globale dei musulmani]. Con l’apostasia (takfir), l’odio, le guerre religiose, la nozione di Umma (la nazione) è divenuta quasi inesistente. Fra sciiti, sunniti, salafiti, Fratelli musulmani, l’islam politico e il jihadismo, decine di migliaia di giovani musulmani non trovano più la razionalità e la capacità di adattarsi ai tempi moderni. L’islam politico ha trasformato l’islam della vita e della speranza in un’ideologia di morte e di attentati nel nome del jihad e della difesa della Umma! Gli ultimi attentati al mondo musulmano mostrano che la crisi religiosa musulmana diviene sempre più grave e complicata. Avevamo sempre pensato che il terrorismo fosse nato in Iraq e in Afghanistan a causa dell’orgoglio dell’amministrazione Bush. La primavera araba ha mostrato con chiarezza che il problema dell’islamismo è legato alla crisi teologica e giuridica dell’islam: diverse scuole giuridiche; diversi gruppi di islam politico; l’assenza di un riferimento religioso; la crisi della molteplicità dei riferimenti che si scontrano fra di loro; l’imprigionamento nel passato e nella storia senza alcuna volontà di riforma, di creatività o di adattamento del testo religioso alle circostanze moderne. Malgrado tutti gli sforzi della riforma religiosa, l’islam non ha potuto liberrsi delle interpretazioni e dei giudizi del Medio evo. Si possono accettare queste antiche interpretazioni in occidente? E’ moralmente accettabile che ripetiamo delle norme religiose odiose, redatte secoli fa, quando i musulmani erano in guerra contro l’Europa, mentre oggi i musulmani sono divenuti cittadini a parte intera di questi Paesi? Gli ultimi attentati avvenuti in occidente e nel mondo musulmano mostrano come la riforma religiosa sia divenuta necessaria per la continuità dell’esistenza dell’islam e dei musulmani. Tali avvenimenti hanno mostrato l’importanza di questa riforma per la pace mondiale! La religione musulmana, come è presentata spesso nelle scuole coraniche dai gruppi islamisti, si piega verso l’odio e la violenza invece che all’amore e alla tolleranza. La teoria del complotto e la demonizzazione dell’altro, rendono questi gruppi più attraenti che se parlassero di pace e di dialogo! Di recente un comitato per la riforma – dell’università di al-Azhar, che rappresenta la più grande università del mondo musulmano – ha criticato con forza i metodi e i libri antichi utilizzati nella formazione degli imam e dei teologi. Malgrado ciò, quell’università è spesso criticata dagli islamisti e dai gruppi musulmani perchè essa facilita troppo la religione! Queste scuole utilizzano dei libri molto antichi di diritto musulmano. L’autocritica è proibita. L’allievo non ha il diritto di assumere un punto di vista differente da quello del suo sheikh o del suo capo spirituale. Nelle scuole gira ancora una frase che dice con chiarezza: Se il vostro maestro (sheikh) non è contento di voi, Dio non sarà mai contento di voi! Di conseguenza, creatività e riforma religiosa sono destinate alla morte eterna! I musulmani considerano che i salaf (i predecessori) hanno già risposto a tutte le domande della vita. Di conseguenza, l’allievo nel suo gruppo islamico deve essere come un morto nelle mani dei suoi purificatori (è una citazione tratta dalla letteratura musulmana). La teoria del complotto e l'odio verso l'occidente In più, queste scuole non cessano di ripetere a questi giovani le teorie del complotto, che spiega in modo perfetto come il mondo intero sia contro l’islam e i musulmani! Così, il migliore fra di loro è colui che dona la sua anima per difendere la religione di Dio contro i miscredenti, gli ebrei, i crociati, gli atei, i politeisti, ecc… Questi islamisti sanno come creare dei nemici perchè essi si considerano gli avvocati di Dio sulla terra e hanno il diritto di giudicare tutti gli altri, anche i musulmani che non la pensano come loro! Si comprende allora perchè questi gruppi dell’islam politico demonizzano tutti gli imam tolleranti che incoraggiano il dialogo e che lavorano per un islam europeo, staccato dal mondo arabo-musulmano. Essi li qualificano spesso come traditori, collaboratori dell’occidente, pro-sionisti… al fine di screditarli all’interno della comunità musulmana, che non vuole altro che una vita dignitosa e rispettabile, senza alcuna volontà di dominio o di conversione dell’Europa. Tali accuse giungono fino a minacce di morte come è avvenuto nel caso dell’imam Hassen Chalghoumi, Dalil Boubekeur e altri imam negli Stati Uniti. Questa teoria del complotto dice con chiarezza ai musulmani: Voi non siete responsabili di nulla, perchè voi siete le vittime dell’occidente. Questa élite uccide la nozione di responsabilità e la speranza di un cambiamento in seno ai musulmani per riformare e correggere gli errori gravi dell’islamismo in Europa. La teoria del conflitto strumentalizza il malessere sociale nei quartieri marginalizzati in Francia, in Belgio e altrove. In Europa esiste un razzismo contro i musulmani, come esiste un antisemitismo verso gli ebrei. Ma ciò non può essere risolto con la violenza, gli attentati, l’odio verso l’altro. La teoria del complotto non fa che radicalizzare i giovani e metterli in uno stato di rivoluzione e di opposizione a ogni dialogo o avvicinamento, dato che non esiste più la fiducia. Certo, i problemi della radicalizzazione fanno capo a diversi fattori sociali, economici, identitari, ma personalmente credo che gli imam e i sapienti musulmani in Europa devono avere il coraggio di affrontare la verità e riconoscere che il discorso religioso islamico non è ancora adattato alla realtà e ai valori europei… Perchè il testo religioso è divenuto un pretesto per l’odio e la violenza. Per la prima volta nella storia abbiamo degli europei convertiti che si convertono per la guerra e l’odio! In una situazione normale ci si dovrebbe convertire a una religione per la pace e l’amore! I giovani musulmani si trovano in conflitto diretto con i propri fratelli e in guerra con l’occidente. Questa trauma crea uno squilibrio psicologico fra migliaia di giovani che, nell’assenza di un riferimento religioso competente e riconosciuto, trovano un’occasione per interpretare i testi religiosi nel senso dell’odio e della violenza, sotto la nozione di jihad e di legittima difesa per proteggere la Umma dalla conquista culturale, economica e militare dell’occidente. I gruppi islamisti hanno preso il posto dello Stato musulmano; gli choyoukhs [i saggi, gli anziani - ndr] e i leader di questi movimenti non nascondono il loro disprezzo verso i governi e i regimi istallati - secondo loro - dall’imperialismo occidentale. La religione musulmana moderna, presa in ostaggio dai gruppi islamopolitici, si spiega nel quadro guerriero e conflittuale. Di conseguenza, il dialogo con i cristiani, gli ebrei e l’occidente non potrà mai essere sincero per questi gruppi: il musulmano non deve riporre in loro alcuna fiducia. L’Unione mondiale dei saggi musulmani ha chiesto a tutti gli imam e ai predicatori musulmani di fermare il dialogo interreligioso e interculturale con le istituzioni occidentali. Tale contesto conflittuale e di odio, come pure l’immobilità dell’islam verso la modernità e la post-modernità, hanno influenzato la visione di milioni di giovani verso il mondo intero. Per questo pensiero islamista, l’islam non accetta la coesistenza fra la fede e la miscredenza, la luce e l’oscurità, Dio e il diavolo. L’Europa si trova in mezzo fra gruppi islamisti e interventi di vari Paesi arabi e musulmani come l’Algeria, il Marocco, l’Arabia saudita, la Turchia, l’Iran e altri ancora. Essa troverà difficoltà a gestire un islam che esula dalla nozione di religione e che diviene sempre di più l’ideologia di un islam politico dominatore e militante. Il rapporto fra islam e occidente si normalizza solo se l’islam si de-politicizza e ritorna alla sua natura religiosa, affrontando ogni volontà di dominio e di proselitismo. I gruppi islamici ricavano la loro legittimità fra i musulmani da questo islam rivoluzionario e protestatario contro i regimi arabi, ma anche contro la modernità e gli Stati europei imperialisti. Prima o poi, l’Europa dovrà recuperare il suo potere e il suo controllo su questi gruppi islamopolitici, nell’interesse della pace sociale, ma anche nell’interesse dell’islam europeo, che sta vivendo in un’anarchia e in una disorganizzazione, con colpi dall’estero che minacciano tutti. I musulmani europei che aderiscono a questi gruppi pseudo-religiosi non si rendono ancora conto della paura e della collera dei cittadini europei verso di loro, a causa del loro silenzio incomprensibile e ambiguo verso gli attentati terroristi in Europa e nel mondo! L’islam politico, che descrive queste persone come razziste, fasciste, islamofobe non fa che aggravare la situazione: dipende dai musulmani europei e da questi gruppi razionalizzare il discorso e staccarsi dalle visioni importate dal mondo arabo. Secondo vari esperti, un islam europeo chiaro e moderno è divenuto più che necessario, prima di cadere in un conflitto generale e obbligato, che nuoce prima di tutto all’islam e ai musulmani. I musulmani europei non devono cadere nella trappola di questi gruppi islamisti che attuano delle agende ideologiche politiche e non religiose e che non hanno alcun legame con i veri valori dell’islam pacifico, spirituale, realista, rispettoso e non dominatore e proselitista. *Vice-presidente della Conferenza degli imam di Francia-Parigi Candidato al rettorato della Grande moschea di Parigi

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07/11/2016, 18.58 ISLAM – EUROPE. Political Islam, failure in educating young people, ambiguity towards the West. Hocine Drouiche* Qur‘anic schools in the West teach political Islam centred on jihad and hatred towards the enemies. Imams and scholars are blocking any reform and every question from students. Islamist groups want to destroy Muslim regimes and the imperialist West. An Islam of dialogue that does not proselytise is still possible. Europe must control Jihadi groups. This will save Islam as a religious experience, and even world peace. Imam Drouiche, vice-president of the Conference of Imams of France-Paris, gives his reflections. Paris (AsiaNews) – Several experts believe that the Muslim world is going through the most difficult period of its history, and is losing its political, social and religious points of references. At one time, religion was seen as the salvation of the Ummah, the global community of Muslims, from poverty and underdevelopment. Now it has become the Ummah’s biggest problem. With apostasy (takfir), hatred, and religious wars, the notion of Ummah (nation) has become almost non-existent. Amid Shias, Sunnis, Salafis, the Muslim Brotherhood, political Islam and jihadism, tens of thousands of young Muslims can no longer find rationality and the ability to adapt to modern times. Political Islam has turned the Islam of life and hope into an ideology of death and bombings in the name of jihad and defence of the Ummah! The latest attacks in the Muslim world show that Islam’s religious crisis is becoming more serious and complicated. We had always thought that terrorism was born in Iraq and Afghanistan because of the pride of the Bush administration. The Arab Spring has shown clearly that the problem of Islam is linked to Islam’s theological and legal crises: various legal schools, various Islamist groups, the absence of religious references, the crisis of multiple references colliding with each other, captivity to the past and history without any desire for reform, creativity or adaptation of the religious text to modern circumstances. Despite all the efforts at religious reform, Islam has not been able to free itself from interpretations and judgments that date back to the Middle Ages. Can we accept these ancient interpretations in the West? Is it morally acceptable that we repeat the hateful religious norms, drawn up centuries ago, when Muslims were at war against Europe, whilst Muslims today have become citizens with full rights in these countries? The latest attacks in the West and the Muslim world show that religious reform has become necessary for Islam and Muslims to continue to exist. These events have shown the importance of such reform for world peace! The Muslim religion, as it is often presented in Islamist Qur‘anic schools, tends towards hatred and violence instead of love and tolerance. Conspiracy theories and the demonisation of others make these groups more attractive than if they spoke about peace and dialogue! Recently, a Committee for Reform set up by the University of al-Azhar, which is the largest university in the Muslim world, strongly criticised the ancient methods and books used in the training of imams and theologians. Nevertheless, that university itself is often criticised by Islamists and Muslim groups because it facilitates religion too much! These schools use very ancient Muslim legal books. Self-criticism is prohibited. Students have no right to take a different point of view from that of their sheikh or spiritual leader. One can still hear in school an old refrain: If your teacher (sheikh) is not pleased with you, God will never be pleased with you! As a result, creativity and religious reform are destined to eternal death! Muslims consider that the Salaf (predecessors) have already answered all the questions of life. As a result, students in their Islamic group must be as a dead person in the hands of his purifiers (quote from Muslim literature). Conspiracy theories and hatred towards the West In addition, these schools never cease telling young people about conspiracy theories, which explain perfectly how the whole world is against Islam and Muslims! So, the best among them are those who gives their soul to defend God’s religion against unbelievers, Jews, crusaders, atheists, polytheists, etc. . . . These Islamists know how to create enemies because they consider themselves God’s attorneys on earth with the right to judge all others, even Muslims who do not think like them! Hence, it is easy to understand why Islamist groups demonise all tolerant imams, those who encourage dialogue and work for a European Islam, detached from the Arab-Muslim world. They often call them traitors, Western collaborators, pro-Zionists . . . in order to discredit them in the eyes of their fellow Muslims, who want nothing more than a decent and respectable life, without any desire to dominate Europe or convert others. Such allegations can even turn into death threats as is the case for Imam Hassen Chalghoumi, Dalil Boubekeur and other imams in the United States. Conspiracy theories clearly tell Muslims that ‘You are not responsible for anything because you are the victims of the West’. Those elites who promote such theories kill the notion of responsibility and hope among Muslims to reform and correct the serious errors of Islamism in Europe. Conflict theories exploit people's discontent in marginalised neighbourhoods in France, in Belgium and elsewhere. In Europe there is racism against Muslims, as there is anti-Semitism towards Jews. But this cannot be solved through violence, attacks, or hatred towards each other. Conspiracy theories only help radicalise young people and put them in a state of revolution and opposition to any dialogue or rapprochement, since there is no trust any more. Of course, the problems associated with radicalisation are due to various social, economic, and identity factors, but I personally believe that imams and Islamic scholars in Europe must have the courage to face the truth and recognise that the Islamic religious discourse is still not adapted to Europe’s reality and values ​​. . . and that the religious text has become a pretext for hatred and violence. For the first time in history we have Europeans who convert for the sake of war and hatred! In a normal situation people should convert to a religion for peace and love! Young Muslims are in direct conflict with their brothers and are at war with the West. This trauma creates a psychological imbalance in thousands of young people who, in the absence of a competent and recognised religious references, find opportunities to interpret religious texts in the sense of hatred and violence, in accordance with the notion of jihad and self-defence, to protect the Ummah from the cultural, economic and military conquest of the West. Islamist groups have replaced the Muslim state. The chouyoukhs [wisemen, scholars, elders) and the leaders of these movements do not hide their contempt for governments and the regimes installed – according to them – by Western imperialism. Hijacked by Islamist groups, modern Islam is explained from within a war-like and confrontational framework. Consequently, dialogue with Christians, Jews and the West can never be sincere to these groups. Muslims must not place any trust in them. The International Union of Muslim scholars asked all imams and Muslim preachers to stop inter-religious and intercultural dialogue with Western institutions. Such a conflictual environment and hatred as well as the immobility of Islam towards modernity and post-modernity have influenced the vision of millions of young people towards the whole world. For Islamist thinking, Islam does not accept coexistence between faith and unbelief, light and darkness, God and the devil. Europe is caught in between Islamist groups and interventions by various Arab and Muslim countries like Algeria, Morocco, Saudi Arabia, Turkey, Iran and others. It will find it difficult to manage Islam that transcends the notion of religion and has become more and more the ideology of militant political Islam that seeks to rule. The relationship between Islam and the West can be normalised only if Islam is de-politicised and goes back to its religious nature, tackling desires for domination and proselytising. Islamic groups draw their legitimacy among Muslims from the revolutionary Islam that challenges Arab regimes, but also modernity and imperialist European states. Sooner or later, Europe will recover its power and its control over Islamist groups in the interest of social peace, but also in the interest of European Islam that is going through a period of anarchy and disorganisation, with blows from abroad that threaten everyone. European Muslims who are part of these pseudo-religious groups do not yet realise the fear and anger of European citizens against them, because of their incomprehensible and ambiguous silence in the face of the terrorist attacks in Europe and the world! Political Islam, which describes these people as racist, fascist, and Islamophobic only aggravates the situation. It is up to European Muslims and groups to inject rationality in the discourse and break away from visions imported from the Arab world. According to various experts, a clear, modern European Islam has become more than necessary if we are to avoid falling into a general and inevitable conflict that harms first of all Islam and Muslims. European Muslims should not fall into the trap laid by Islamist groups who pursue ideological and political agendas rather than religious goals and have no connection with the true values ​​of Islam, which are peaceful, spiritual, realistic, respectful as well as non-dominating and non- proselytising. * Vice-President of the Conference of Imams of France-Paris Candidate for rector of the Grand Mosque of Paris

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伊斯兰- 欧洲
政治的伊斯兰,青年教育的失败、对西方的模糊态度
Hocine Drouiche* 西方的伊斯兰经院中教导的是奠定在吉哈德、憎恨仇人基础上的伊斯兰政治。穆斯林教长和智者们抵制了各种改革和学生们的各种问题。伊斯兰极端势力要摧毁穆斯林的制度和西方帝国主义。一个对话的、不是强迫他人改教的伊斯兰还是可能的。欧洲要控制吉哈德分子。这一切将挽救伊斯兰,使之保持是一个宗教,也有助于维护世界和平。法国巴黎伊斯兰教长联席会议副主席的反思 =========================
11/07/2016, 14.07 ISLAM-EUROPA
El islam político, el fracaso en la educación de los jóvenes, la ambigüedad hacia Occidente
Hocine Drouiche* En las escuelas coránicas de Occidente se enseña el islam político basado en la yihad y el odio hacia los enemigos. Los imanes y los sabios bloquean cada reforma y cada pregunta de los estudiantes. Los grupos islamistas quieren destruir los regímenes musulmanes y el Occidente imperialista. Todavía es posible un islam que dialogue y no haga proselitismo. A Europa compete controlar los grupos yihadistas. Todo esto salvara el islam como experiencia religiosa, e incluso la paz mundial. Una reflexión del Imam Drouiche, Vice-Presidente de la Conferencia de Imanes de Francia-París. París (AsiaNews) - Varios expertos piensan que el mundo musulmán está atravesando el período más difícil de su historia: está perdiendo sus referencias políticas, sociales y religiosas. En otro tiempo, la religión para la nación musulmana era considerada como una vía para salvarse de la pobreza y del subdesarrollo; Ahora, la misma se ha convertido en el mayor problema de la Umma [la comunidad mundial de los musulmanes]. Con la apostasía (takfir), el odio, las guerras religiosas, la noción de Umma (nación) ha llegado a ser casi inexistente. Entre chiitas, sunitas, salafistas, los Hermanos Musulmanes, el islam político y el yihadismo, decenas de miles de jóvenes musulmanes ya no pueden encontrar la racionalidad y la capacidad de adaptarse a los tiempos modernos. ¡El islam político ha transformado el islam de la vida y la esperanza en una ideología de muerte y atentados en nombre de la yihad y la defensa de la Umma! Los últimos ataques en el mundo musulmán muestran que la crisis religiosa musulmana se vuelve cada vez más seria y complicada. Siempre hemos pensado que el terrorismo nació en Irak y Afganistán a causa del orgullo de la administración Bush. La primavera árabe ha demostrado claramente que el problema del islam está vinculado a la crisis teológica y jurídica del islam: diferentes escuelas jurídicas; diferentes grupos de islam político; la ausencia de una referencia religiosa; la crisis de la multiplicidad de referencias que chocan entre sí; el enclaustramiento en el pasado y en la historia sin ningún deseo de reforma, de creatividad o de la adaptación del texto religioso a las circunstancias modernas. A pesar de todos los esfuerzos de reforma religiosa, el islam no ha podido liberarse de las interpretaciones y juicios de la Edad Media. ¿Pueden aceptarse estas antiguas interpretaciones en Occidente? ¿Es moralmente aceptable que repitamos las normas religiosas de odio - elaboradas siglos atrás, cuando los musulmanes estaban en guerra contra Europa- cuando hoy los musulmanes se han convertido en ciudadanos de pleno derecho en estos países? Los últimos ataques que se llevaron a cabo en Occidente y en el mundo musulmán muestran que la reforma religiosa se ha convertido en necesaria para la continuidad de la existencia del islam y de los musulmanes. ¡Estos acontecimientos han demostrado la importancia de esta reforma para la paz mundial! La religión musulmana, tal como a menudo es presentada en las escuelas coránicas de grupos islamistas, se pliega al odio y a la violencia, en lugar de hacerlo al amor y tolerancia. ¡La teoría de la conspiración y la demonización del otro, hacen a estos grupos más atrayentes que si hablasen de paz y diálogo! Recientemente, un Comité para la Reforma – de la Universidad de al-Azhar, que es la universidad más grande del mundo musulmán - criticó fuertemente los métodos y libros antiguos utilizados en la formación de los imanes y de los teólogos. Sin embargo, esa universidad es a menudo criticada por los islamistas y los grupos musulmanes, porque ¡facilita demasiado la religión! Estas escuelas utilizan libros de derecho musulmán que son muy antiguos. Se prohíbe la autocrítica. El estudiante no tiene derecho a tener un punto de vista diferente del de su jeque o líder espiritual. En las escuelas todavía se gira sobre una frase que dice claramente: ¡Si tu maestro (jeque) no está contento contigo, Dios nunca estará contento contigo! Como resultado, ¡la creatividad y la reforma religiosa están destinadas a la muerte eterna! Los musulmanes consideran que los salaf (los predecesores) ya han contestado todas las preguntas de la vida. Como resultado, el estudiante en su grupo islamista debe ser como un muerto en manos de su purificadores (es una cita de la literatura musulmana). La teoría de la conspiración y el odio a Occidente Además, estas escuelas no dejan de repetir a estos jóvenes teorías de conspiración, que explican perfectamente cómo todo el mundo está contra el islam y los musulmanes! Por lo tanto, el mejor entre ellos es el que da su alma para defender la religión de Dios contra los infieles, judíos, cruzados, ateos, politeístas, etc... Estos islamistas saben cómo crear enemigos porque se consideran los abogados de Dios en la tierra y tienen el derecho a juzgar a todos los demás, ¡incluso a los musulmanes que no piensan como ellos! Se comprende, por lo tanto, por qué estos grupos del islam político demonizan a todos los imanes tolerantes que fomenten el diálogo y el trabajo por un islam europeo, separado del mundo árabe-musulmán. A menudo se los califica como traidores, colaboradores de Occidente, pro-sionistas... con el fin de desacreditarlos dentro de la comunidad musulmana, por no querer otra cosa que una vida decente y respetable, sin ningún deseo de dominar a Europa o convertirla. Estas acusaciones llegan hasta amenazas de muerte, tal como ha ocurrido en el caso del Imam Hassen Chalghoumi, Dalil Boubekeur y de otros imanes en los Estados Unidos. Esta teoría de la conspiración dice claramente a los musulmanes: Vosotros no sois responsable de nada, porque vosotros sois víctimas de Occidente. Esta élite mata la noción de responsabilidad y la esperanza de un cambio dentro de los musulmanes para reformar y corregir los errores graves del islamismo en Europa. La teoría del conflicto instrumentaliza el descontento de la gente en los barrios marginales de Francia, Bélgica y otros lugares. En Europa hay un racismo contra los musulmanes, como existe el antisemitismo hacia los judíos. Pero esto no se puede resolver con la violencia, los ataques, el odio hacia los demás. La teoría de la conspiración no sirve sino para radicalizar a los jóvenes y ponerlos en un estado de revolución y oposición a cualquier tipo de diálogo o acercamiento, dado que ya no existe más confianza alguna. Ciertamente que los problemas de radicalización encabezan a diferentes factores sociales, económicos, de identidad, pero personalmente creo que los imanes y estudiosos islámicos en Europa deben tener el coraje de enfrentarse a la verdad y de reconocer que el discurso religioso islámico todavía no está adaptado a la realidad y los valores europeos... Porque el texto religioso se ha convertido en un pretexto para el odio y la violencia. ¡Por primera vez en la historia tenemos conversos europeos que se han convertido para la guerra y el odio! ¡En una situación normal se deberían convertir a una religión para la paz y el amor! Los jóvenes musulmanes están en conflicto directo con sus propios hermanos y en guerra con Occidente. Este trauma crea un desequilibrio psicológico entre los miles de jóvenes que, en ausencia de una referencia religiosa competente y reconocida, encuentran una oportunidad para interpretar los textos religiosos en el sentido del odio y la violencia, bajo el concepto de yihad y la legítima defensa para proteger la Umma de la conquista cultural, económica y militar de Occidente. Los grupos islamistas han tomado el lugar del Estado musulmán; los choyoukhs [los sabios, los ancianos - ndr] y los líderes de estos movimientos no ocultan su desprecio por los gobiernos y los regímenes instalados - según ellos - por el imperialismo occidental. La religión musulmana moderna, tomada como rehén por grupos islamopóliticos, se explica en un marco de guerra y de confrontación. En consecuencia, el diálogo con los cristianos, los judíos y Occidente nunca puede ser sincero para estos grupos: el musulmán no debe depositar ningún tipo de confianza en ellos. La Unión Mundial de los sabios musulmanes pidió a todos los imanes y predicadores musulmanes que detengan el diálogo interreligioso e intercultural con las instituciones occidentales. Tal situación de conflicto y de odio, así como la inmovilidad del islam hacia la modernidad y la posmodernidad, han influido en la visión de millones de jóvenes hacia todo el mundo. Para este pensamiento islámista, el islam no acepta la coexistencia entre fe e incredulidad, luz y la oscuridad, entre Dios y el diablo. Europa se encuentra en el medio entre los grupos islamistas y las intervenciones de los diversos países árabes y musulmanes como son Argelia, Marruecos, Arabia Saudita, Turquía, Irán y otros. Encontrará dificultades para gestionar un islam que se ha exiliado de la noción de religión, y que se torna cada vez más la ideología de un islam político dominador y militante. La relación entre el islam y Occidente se normalizará sólo si el islam se despolitiza y vuelve a su naturaleza religiosa, afrontando toda voluntad de dominio y de proselitismo. Los grupos islámicos obtienen su legitimidad por parte de musulmanes de este islam revolucionario y contestatario contra los regímenes árabes, pero también contra la modernidad y los Estados europeos imperialistas. Tarde o temprano, Europa deberá recuperar su poder y su control sobre estos grupos islamopoliticos, no sólo en aras de la paz social, sino también en el interés del islam europeo, que está viviendo en anarquía y desorganización, con golpes procedentes del exterior que terminan por amenazar a todos. Los musulmanes europeos que adhieren a estos grupos pseudo-religiosos aún no se dan cuenta del miedo y la ira de los ciudadanos europeos hacia ellos, ¡debido a su silencio incomprensible y ambiguo en relación a los ataques terroristas en Europa y en el mundo! El islam político, que describe a estas personas como racistas, fascistas, islamófobos no hace sino agravar la situación: depende de los musulmanes europeos, y de estos grupos racionalizar el discurso y romper con las visiones importadas del mundo árabe. Según varios expertos, un islam europeo claro y moderno se ha convertido en más que necesario, antes de caer en un conflicto general y forzado que dañará antes que nada a los musulmanes y al islam. Los musulmanes europeos no deben caer en la trampa de estos grupos islamistas que ponen en práctica las agendas ideológicas políticas y no religiosas, y que no tienen ningún tipo de relación con los verdaderos valores del islam pacífico, espiritual, realista, respetuoso, no dominador ni proselitista. * Vice-Presidente de la Conferencia de Imanes de Francia-París Candidato a rector de la Gran Mezquita de París

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You are dhimmi in sharia law ] [ Mounia Rafik di queste storie? io ne raccolgo a decine ogni giorno, in tutta la LEGA ARABA, da 25 anni ... TU ANDRAI ALL'INFERNO PER COMPLICITÀ CON LA SHARIA .. 12/07/2016, PAKISTAN: Allah Akbar e il pene sharia del genocidio! Faisalabad, ragazza cristiana rapita da musulmani. Il padre ucciso nel tentativo di salvarla. Una ragazza di 14 anni è stata sequestrata con la scusa di un posto di lavoro. Il padre ha sporto denuncia e poi è stato convinto a ritirare l’accusa con la promessa di riavere indietro la figlia. Ma è stato ucciso a sangue freddo mentre andava a riprenderla. La moglie e le altre tre figlie vivono nella paura di ritorsioni. Chiedono l’aiuto del popolo di Dio. Faisalabad (AsiaNews) – Una ragazza cristiana di 14 anni è stata rapita da un gruppo di musulmani, che poi ha ucciso a sangue freddo suo padre che cercava di riportarla a casa. È accaduto un paio di mesi fa in Pakistan, alla periferia di Faisalabad, e da quel momento la madre della ragazza e le altre tre sorelle vivono nella paura e nell’indigenza. Le donne non possono uscire di casa né per andare a lavorare né per sbrigare le faccende perché temono la ritorsione dei musulmani, che il padre di famiglia cristiano aveva denunciato prima di venire ucciso. Ad AsiaNews Najma Bibi, la madre della giovane, dice: “Dopo diversi mesi dal rapimento di mia figlia, la polizia ancora non ha fatto nulla perché non abbiamo soldi per far valere i nostri diritti. Viviamo in una situazione disperata, abbiamo bisogno di aiuto. Prego affinchè mia figlia continui a riporre speranza e fede in Gesù Cristo”. La vittima di questo grave episodio di violenza si chiamava Tanveer Masih, 42 anni, marito di Najma Bibi e padre di Mehwish. L’uomo viveva con la famiglia nella baraccopoli di Khalid Colony e lavorava come autista di rickshaw. Mentre la figlia maggiore badava alla casa e alle sorelle più piccole, la madre e Mehwish prestavano servizio nelle abitazioni come lavoratrici domestiche. Mehwish ha frequentato le scuole fino all’ottava classe, ma poi ha dovuto abbandonare gli studi per mancanza di soldi e per aiutare a mandare avanti la famiglia. Il 12 marzo scorso una famiglia di musulmani ha fatto visita ai cristiani e ha chiesto di poter aver a servizio Mekwish per una festa che si sarebbe svolta in serata. La giovane sarebbe poi stata riaccompagnata dai familiari al termine delle celebrazioni. Ma la ragazza non ha più fatto ritorno a casa e da quella sera non si è più vista. Tanveer, disperato, si è recato più volte all’abitazione dei musulmani, chiedendo che rilasciassero sua figlia. Ogni volta lo respingevano dicendo che la ragazza era fuori per qualche commissione e gli impedivano di vedere la ragazza. L’uomo ha anche tentato la via della riconciliazione attraverso il consiglio del villaggio. Dopo vari tentativi andati a vuoto, il 10 maggio Tanveer si è recato alla stazione di polizia di Raza Abad e ha sporto denuncia per rapimento contro Umar Daraz, Muhammad Zahid e Mobeen Rehman. Subito dopo la denuncia, il cristiano ha iniziato a ricevere telefonate minatorie, che gli intimavano di ritirare la denuncia. Ma egli non si è fatto intimorire e ha rilasciato un’ulteriore testimonianza di fronte agli agenti. A quel punto due degli accusati si sono recati a casa di Tanveer e gli hanno promesso che gli avrebbero fatto riabbracciare la figlia, se egli avesse ritirato ogni accusa. Acconsentito al ritiro dopo essersi assicurato della salvezza della figlia, il 31 maggio Tanveer si è recato all’appuntamento, ma due uomini lo hanno freddato a colpi di pistola mentre era su Jhang Road, verso Thikriwala, in sella alla sua motocicletta. La polizia locale ha registrato il caso di omicidio, ma non ha arrestato nessuno. Per questo Najma Bibi e le altre tre figlie vivono rintanate in casa nella paura che gli accusati dei due crimini – omicidio e rapimento – possano assassinare anche loro. In questi mesi sono sopravvissute grazie al sostegno dei familiari, che portano loro pane e burro. La madre afferma: “Voglio indietro mia figlia e che i colpevoli siano assicurati alla giustizia. Non ho i soldi né per comprare da mangiare né per continuare la battaglia legale. Chiedo l’aiuto del popolo di Dio”.
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2016/07/10/mo-ministro-esteri-egitto-atterrato-in-israele_6aea8b38-3779-401e-86e4-f23e54bf87e8.html
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12/07/2016, 16.04 PAKISTAN: Allah Akbar e il pene sharia del genocidio! Faisalabad, joven cristiana raptada por musulmanes. El padre asesinado en el tentativo de salvarla. Shafique Khokhar Una muchacha de catorce años secuestrada con la excusa de un puesto de trabajo. El padre hizo la denuncia y luego fue obligado a retirar la acusación con la promesa de volver a tener a su hija. Pero fue asesinado a sangre fría mientras iba a retomarla. La esposa y las otras hijas viven en el miedo de retorsiones. Piden la ayuda del pueblo de Dios. Faisalabad (AsiaNews)- Una joven cristiana de catorce años fue raptada por un grupo de musulmanes, que luego han asesinado a sangre frío a su padre que trataba de reportarla a casa. Sucedió hace un par de meses en Pakistán, en la periferia de Faisalabad y desde ese momento la madre de la muchacha y las otras tres hermanas viven en el miedo y en la indigencia. Las mujeres no pueden salir de casa ni ir a trabajar ni para hacer las compras porque temen las retorsiones de los musulmanes que el padre de familia había denunciado antes de ser asesinado. A AsiaNews, Najma Bibi, la madre de la joven dice: “Después de diversos meses del rapto de mi hija, la policía aún no hizo nada porque no tenemos dinero para hacer valer nuestros derechos. Vivimos en una situación desesperada, necesitamos ayuda. Ruego para que mi hija continúe en poner la esperanza y fe en Jesucristo”. La víctima de este grave episodio de violencia se llama Tanveer Masih, de 42 años, marido de Najma Bibi y padre de Mehewish. El hombre vivía con la familia en la favela de Khalid Colony y trabajaba como chofer de una bici-taxi. Mientras la hija mayor se ocupaba de la casa y de las hermanas menores, la madre y Mehwish trabajaban como domésticas en casas de familia. Mehwish frecuentó la escuela hasta el octavo grado, pero luego tuvo que abandonar los estudios por falta de dinero y para ayudar a llevar adelante a la familia. El 12 de marzo pasado una familia de musulmanes visitó a los cristianos y pidieron poder tomar a Mehwshi para servir en una fiesta que se realizaría esa noche. La joven sería acompañada de vuelta a su casa al final de las celebraciones. Pero la muchacha no volvió nunca a su casa y desde aquella noche no se la vio más. Tanweer, desesperado, fue repetidas veces a la casa de los musulmanes, pidiendo le devolvieran a su hija. Cada vez lo rechazaban diciendo que la muchacha estaba afuera para hacer algunas compras o comisiones y le impedían ver a la joven. El hombre intentó también el camino de la reconciliación a través del consejo del pueblo. Después de varios tentativos sin resultado, el 10 de mayo Tanveer fue a la comisaría de la policía de Raza Abad y realizó la denuncia por rapto contra Umar Daraz, Muhammad Zahid y Mobeen Reheman. Inmediatamente después de la denuncia, el cristiano inició a recibir llamadas telefónicas amenazadoras, donde lo intimaban a retirar la denuncia. Pero él no se dejó atemorizar y dejó otra ulterior denuncia a los agentes. A este punto, uno de los acusados fue a la casa de Tanweer y le prometió que le habría hecho volver a abrazar a su hija, si él hubiese retirado la denuncia. Aceptó retirar la denuncia después de haberse asegurado que su hija sería liberada, el 31 de mayo Tanweer fue a una cita, pero dos hombres lo mataron a tiros de pistola mientras estaba en Jhang Road, yendo hacia Thikriwala, subido en su moto. La policía local registró el caso de homicidio, pero no arrestó a nadie. Por esto najma Bibi y las otras tres hijas viven encerradas en casa en el miedo que los acusados de los dos crímenes-homicidio y rapto- puedan asesinar también a ellas. En estos meses sobrevivieron gracias al apoyo de los familiares, que les llevan pan y mantequilla. La madre afirma: “Quiero de vuelta a mi hija y que los culpables sean arrestados por la justicia. No tengo dinero ni para comprar nada para comer ni para continuar la batalla legal. Pido ayuda al pueblo de Dios”.
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